La gestione della complessità e la relazione di cura: competenze per realizzare interventi a supporto delle fragilità e coesione sociale

Con questo percorso di livello avanzato si intende offrire agli operatori del terzo settore e del privato sociale occupati presso servizi territoriali che si occupano della cura e accompagnamento di soggetti svantaggiati o in stato di isolamento sociale uno “spazio di azione e riflessione incoraggiata” con lo scopo di sostenere e celebrare la complessità della funzione di cura educativa di ogni operatore impegnato nel proprio contesto e nello svolgimento del proprio ruolo.

Il lavoro educativo e di coordinamento all’interno di servizi che lavorano con adulti e famiglie è infatti caratterizzato da una grande complessità (ormai si parla addirittura di iper-complessità) intesa come grande differenziazione dei bisogni, congenita frammentazione degli interventi e, trasversalmente, da risorse a volte insufficienti (o percepite tali) per far fronte alle questioni sociali emergenti.

Gli operatori e coordinatori dei servizi hanno, più di altri, il compito di entrare in relazione con tutti gli operatori e/o volontari di reti formali e informali che si misurano costantemente con la difficoltà/impossibilità nel perseguimento di obiettivi di cura; difficoltà a volte interne (le criticità delle persone) a volte esterni (le criticità dei servizi e/o dei contesti di vita). Si presenta quindi il bisogno dei gruppi di lavoro di ritrovare quotidianamente il senso e la direzione di un lavoro che rischia di essere percepito da tutti gli attori come parziale, non risolutivo, poco efficace.

Riflettere, sviluppare teorie complesse e costruire una cultura condivisa sul senso di coordinare e realizzare ciò che non è facilmente realizzabile, coordinabile in quanto “logicamente illogico”, diviene l’obiettivo principale di questo percorso.

Obiettivi
  • Ri-costruire significati e finalità condivise del lavoro con gli adulti fragili e/o vulnerabilità;
  • Sviluppare consapevolezza sul proprio ruolo e funzione all’interno del dispositivo di cura;
  • Riflettere, sviluppare teorie complesse e costruire una cultura condivisa per rendere efficaci i percorsi di aiuto e accompagnamento in contesti socio-educativi;
  • Sviluppare competenze capaci di permettere una esplorazione costane di mondi possibili nell’incontro col previsto ma soprattutto con l’impre-visto;
  • Mettere a fuoco modalità di sostegno a gruppi di lavoro ed equipe impegnati in interventi di prevenzione del disagio.
DURATA

30 ore

Destinatari

Operatori sociali: educatori, psicologi, assistenti sociali, pedagogisti asa-oss.

Lavoratori di enti del terzo settore e del privato sociale.

Articolazione del percorso

Il corso si sviluppa in differenti giornate formative.

Gli allievi, a partire della propria esperienza professionale, attraverso metodologie interattive e di gruppo, svilupperanno meta competenze afferenti alle più accreditate teorie della complessità applicate ai sistemi sociali e di cura: Consapevolezza epistemologica (pensare come pensiamo, guardare come guardiamo), creatività progettuale, competenza nel proporre azioni e setting capaci di aumentare le possibilità di scelta dei propri interlocutori in situazione di fraglità/vulnerabilità; al termine del corso gli allievi sapranno progettare e ri-progettare interventi di prevenzione del disagio in riferimento alle teorie della complessità e del modello sistemico-relazionale.

In particolare il corso è articolato nelle seguenti giornate di formazione dal titolo:

  • Guardare a come guardiamo (4h);
  • Sviluppo di meta-competenze epistemologiche (6h);
  • Sviluppo di competenze di speranza, abitare l’incertezza;
  • Conoscere il proprio modello operativo e Valutare l’intervento educativo, trasparenza, circolarità, estetica e calibrazione come competenze per abitare la complessità;
  • Conoscere il proprio modo di entrare in relazione;
  • Le competenze acquisite supportano l’operatore nel proprio agire professionale e sono utilizzabili come strumenti di lavoro nella relazione con soggetti fragili.
Metodologie e strumenti

Le metodologie utilizzate sono di tipo implicativo ed esperienziale, derivanti dalla confluenza di diversi approcci quali: metodi attivi volti a mobilitare corporeità e pensiero emotivo e simbolico. Lo scambio riflessivo verterà attorno al significato e agli obiettivi del lavoro con gli adulti, mettendo a fuoco in particolare il tema dell’accompagnamento all’autonomia nelle diverse declinazioni possibili nei servizi. Saranno forniti ai partecipanti materiali di lettura ed approfondimento (testi, articoli, ecc…) che arricchiranno il percorso e stimoleranno di volta in volta lo scambio.

Per esigenze aziendali particolari e per informazioni sulla del corso è possibile contattare Simona Maggi presso il Consorzio Consolida in via Belvedere 19 a Lecco.

telefono: 0341 286419
e-mail: s.maggi@consorzioconsolida.it