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Le opportunità arrivano davvero ai giovani?
Da un anno, all’interno del lavoro del Tavolo Comunicazione delle Politiche Giovanili Consortili, che coinvolge Consorzio Consolida, le cooperative Sineresi, Paso, L’Arcobaleno, La Grande Casa e il servizio Informagiovani, è in corso un percorso di ricerca e sperimentazione sul tema della comunicazione rivolta alle nuove generazioni. Al centro del lavoro una domanda semplice ma decisiva: le opportunità e i servizi presenti sul territorio riescono davvero ad arrivare ai giovani?
Per provare a rispondere, il punto di partenza è stato l’ascolto. Attraverso la raccolta di dati attraverso questionari quantitativi, osservazione qualitativa nei servizi, confronto e coinvolgimento diretto di ragazze e ragazzi provenienti da esperienze differenti, il lavoro ha cercato di capire quali linguaggi risultino più autentici, quali modalità comunicative creino distanza e cosa renda un contenuto davvero significativo per le nuove generazioni.
Il percorso ha evidenziato un aspetto fondamentale: comunicare ai giovani non significa semplicemente utilizzare nuovi strumenti o presidiare i social network. Significa interrogarsi sul proprio modo di stare nella relazione giovani-adulti.
Troppo spesso il rischio è quello di costruire comunicazioni calate dall’alto, pensate dagli adulti per i giovani, senza una reale partecipazione. L’esperienza del Tavolo ha invece mostrato quanto sia necessario spostarsi verso una logica di co-costruzione: aprire spazi di confronto, accettare punti di vista diversi e riconoscere i giovani come interlocutori competenti.
Si tratta di un cambio di postura culturale prima ancora che comunicativa: non parlare “ai” giovani, ma costruire linguaggi e una comunicazione “con” i giovani. Da qui nasce una riflessione più ampia: le opportunità, i servizi e i progetti territoriali sono davvero accessibili e comprensibili? Oppure rischiano di restare chiusi in linguaggi e modalità che parlano più alle istituzioni che alle persone?
Le nuove generazioni chiedono autenticità, partecipazione e spazi in cui potersi riconoscere. In questo senso, la comunicazione non è solo uno strumento di diffusione, ma una componente essenziale nella costruzione di comunità. Investire nell’ascolto e nella partecipazione significa non solo migliorare i messaggi, ma rendere i servizi più vicini, più comprensibili e più capaci di generare fiducia.
Le nuove generazioni chiedono questo: essere considerate interlocutori veri, non destinatari passivi. Essere coinvolte, ascoltate, riconosciute nelle loro differenze, nelle loro preoccupazioni e nelle loro speranze.
Bando Giovani Competenti nella Comunicazione
In questa direzione si inserisce il bando “Giovani Competenti nella Comunicazione” del progetto Living Land in collaborazione con gli Ambiti territoriali di Bellano, Lecco e Merate, con il contributo di Fondazione Cariplo, che ha coinvolto direttamente otto ragazze e ragazzi del territorio, tra i 18 e i 30 anni, in un percorso di analisi, sperimentazione e confronto sui linguaggi della comunicazione giovanile. Attraverso laboratori, attività pratiche e momenti di confronto condiviso, i partecipanti hanno analizzato contenuti e strumenti comunicativi usati oggi nei vari progetti giovanili per comprendere cosa oggi intercetti realmente l’interesse dei giovani e cosa invece venga percepito come distante o poco autentico.
Il gruppo ha portato punti di vista eterogenei che hanno arricchito il lavoro e permesso una lettura più ampia del rapporto tra giovani e comunicazione. Il percorso ha spostato l’attenzione dalla sola efficacia dei canali comunicativi a una domanda più profonda: come possono i servizi e le istituzioni diventare realmente vicini e comprensibili per i giovani?
L’esperienza ha mostrato l’importanza di superare una comunicazione costruita esclusivamente dagli adulti, aprendo invece a processi di co-progettazione in cui i giovani non siano solo destinatari, ma parte attiva nella definizione dei linguaggi e degli strumenti.
Le voci dei partecipanti
«La cosa più importante è stata sentirci davvero ascoltati. Per una volta non si è parlato dei giovani, ma con i giovani. Abbiamo potuto portare idee, dubbi ed esperienze diverse, trovando uno spazio di confronto autentico e senza giudizio.»
«Spesso la comunicazione rivolta ai giovani utilizza linguaggi e strumenti che creano distanza. In questo percorso abbiamo provato a ribaltare il punto di vista, ragionando su come rendere servizi e opportunità più chiari, accessibili e vicini ai nostri coetanei.»
«Questo progetto ci ha dimostrato che, se si vuole davvero parlare ai giovani, bisogna coinvolgerli nella costruzione dei messaggi. Chi vive certi bisogni ogni giorno può aiutare a trovare parole, strumenti e modalità più efficaci per raggiungere altri ragazzi e ragazze.»
«Mi porterò dietro questa esperienza perché mi ha fatto incontrare persone diverse da me, ma con la stessa voglia di migliorare il territorio in cui vivono. Confrontarci e costruire qualcosa insieme è stato il valore più grande del percorso.»
«La cosa più importante è stata sentirci davvero ascoltati. Per una volta non si è parlato dei giovani, ma con i giovani. Abbiamo potuto portare idee, dubbi ed esperienze diverse, trovando uno spazio di confronto autentico e senza giudizio.»