Ho iniziato la mia esperienza come Presidente di Consolida per necessità, chiamato a colmare il vuoto lasciato da Angelo Viganò: un vuoto importante, sia per quello che portava come persona impegnata e di grande visione, sia per l’energia e competenza che stava mettendo a disposizione del nascente Consorzio. In quegli anni eravamo proprio all’inizio del percorso consortile, con un forte investimento da parte delle cooperative, in particolare della cooperativa Duemani che ha anche messo a disposizione un luogo fisico per la prima sede. Inizialmente, gli sforzi sono andati nella direzione di strutturare servizi per le socie, in particolare la contabilità, amministrazione e servizio paghe. Cammin facendo, si è cominciata a sviluppare l’idea di aggregazione e connessione tra le cooperative, che lavoravano su appalti molto simili e che, unendo le forze all’interno del consorzio, potevano integrare servizi, risorse e competenze. Fondamentale a questo proposito è stata la partecipazione, in questa prima fase ancora “passiva” e non formale, al Consorzio CGM, che ci ha mostrato quali potevano essere le potenzialità di vari modelli di Consorzi sui territori e che tipo di ruolo potessero avere anche nei confronti dell’ente pubblico.